Emorroidi: Terapia farmacologia o intervento chirurgico?

Una delle domande che più spesso il paziente pone al medico è proprio questa.

Ma quando conviene curare con i farmaci le emorroidi e quando invece occorre necessariamente sottoporsi ad un intervento chirurgico .

E’ chiaro che ogni paziente va valutato singolarmente ed in ogni caso, anche nei pazienti più giovani è necessario effettuare una indagine endoscopica prima di effettuare con sicurezza il trattamento.

Prevenzione e cura

I preparati contenenti Bioflavonoidi, in particolare Oligomeri Procianidolici e Diosmina si utilizzano da anni nella prevenzione e nel  trattamento delle vene varicose e si sono dimostrati un ottimo ausilio anche nella cura delle emorroidi

In linea di principio nei pazienti con emorroidi poco sintomatiche, di basso grado, che non presentano o presentano solo rari episodi di sanguinamento la sola terapia medica viene abitualmente considerata sufficiente a controllare la sintomatologia offrendo nel contempo una buona qualità di vita.

La terapia va effettuata a cicli e occorre fornire corrette norme di comportamento alimentare, escludendo cibi irritanti e che tendenzialmente possono favorire la stipsi. Accanto alla terapia farmacologia è buona norma assumere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorni, questo evita la disidratazione delle feci che essendo più ricche in acqua, quindi più soffici, vengono emesse con più facilità.

 

Una dieta ricca in fibre vegetali cotte e crude e ricca in frutta combatte la stitichezza e favorisce anch’essa l’emissione di feci soffici.

Alcuni cibi, tradizionalmente quelli speziati, come il peperoncino, la noce moscata, il cioccolato fondente, i cibi molto salati e pepati, le spezie, il pomodoro, i peperoni, spesso sono poco tollerati dai pazienti che soffrono di emorroidi. Questo dato tuttavia non è sempre valido, vi sono opinioni contrastanti ma nella nostra esperienza in genere i pazienti che soffrono di emorroidi evitano di assumere questi cibi.

 

Il trattamento chirurgico

In molti casi la progressione della malattia emorroidaria nel tempo provoca un peggioramento dei disturbi ed in particolare si fanno più frequenti gli episodi di sanguinamento dall’ano, solitamente subito dopo la defecazione ma talvolta anche spontaneamente creando disagio, imbarazzo ma anche una progressiva anemizzazione per la piccola ma costante perdita di sangue.

Abitualmente la progressione della malattia emorroidaria avviene nel giro di 10—15 anni; In casi del genere, con emorroidi che perdurano da tempo, facilmente sanguinanti, che si associano a prolasso della mucosa del retto è generalmente indicato effettuare l’intervento chirurgico di asportazione delle emorroidi.

Negli anni sono state proposte molte tecniche chirurgiche; alcune delle quali tristemente famose per le sequele dolorose particolarmente fastidiose nell’immediato periodo post-operatorio. Negli ultimi anni la situazione è radicalmente cambiata e la modifica delle tecniche chirurgiche ed anestesiologiche consentono di effettuare trattamenti chirurgici efficaci che in molti casi si possono realizzare in regime ambulatoriale o con brevi ricoveri di due o tre giorni.

Anche il decorso post operatorio è molto migliorato e abitualmente i pazienti riprendono una normale attività lavorativa anche dopo una sola settimana dall’intervento chirurgico.

 

I metodi alternativi

Sono molti, vanno dalla semplice legatura elastica delle emorroidi, a trattamenti con iniezioni sclerosanti, con applicazione laser o con la crioterapia. Queste tecniche generalmente sono molto operatore dipendente, cioè dipendono molto dall’esperienza del medico che le pratica; i risultati di questi trattamenti spesso sono transitori garantendo benefici solo per qualche mese, soprattutto nei pazienti che presentano emorroidi di 3° o 4° grado, Ad eccezione della legatura elastica delle emorroidi in molti centri coloproctologici queste tecniche sono state progressivamente abbandonate quasi del tutto