Le vene varicose

a cura di R. Tasinato

Le vene varicose, definite anche varici degli arti inferiori sono la conseguenza di una dilatazione, in altri termini di uno “sfiancamento” della parete delle vene. Le vene sono delle strutture che garantiscono il ritorno del sangue dai tessuti, in questo caso dalle gambe, al cuore, che con la sua attività ciclica di pompa, ne garantisce il rientro in circolo.

Nella foto sono riportate delle esemplificazioni dei vari gradi di compromissione del circolo venoso superficiale della gamba, a sinistra varici iniziali della gamba, nella foto centrale progressione della malattia che coinvolge anche vene collaterali della coscia fino ad un quadro di completo sfiancamento, a destra, di tutta la vena grande safena dall’inguine fino alla caviglia.

Le vene varicose delle gambe rappresentano attualmente un problema sanitario importante; circa 3 milioni di persone soffrono di vene varicose o di problemi ad esse correlati.

In altre parole in Italia una persona su 18 almeno una volta nella vita si reca dal medico per la presenza di vene varicose alla gambe.

Nella maggior parte dei casi le varici degli arti inferiori non comportano un grosso disagio nel paziente e sono responsabili, oltre al più o meno evidente danno estetico, di disturbi poco invalidanti quali un senso di gonfiore e pesantezza alle gambe associato a dolenzia diffusa in corrispondenza delle caviglie o del polpaccio.

Se non adeguatamente trattati questi sintomi iniziali possono portare, nel corso del tempo, ad alterazioni più gravi quali la comparsa di varicoflebiti, di alterazioni cutanee, e nei casi più gravi a lesioni di tipo ulcerativo.

Attualmente attraverso una accurata valutazione medica associata all’eventuale esecuzione di esami diagnostici molto semplici quali l’ ecodoppler venoso e, in alcuni casi la pletismografia, si possono facilmente identificare i pazienti affetti da varici, pianificare le strategie terapeutiche o attuare tutti quei provvedimenti che possono evitare il peggioramento dei sintomi, del quadro clinico e la eventuale comparsa delle complicanze.

Generalmente il Medico di Famiglia è in grado di valutare la vostra situazione ed effettuare un primo screening di base, per i casi più impegnativi meglio rivolgersi ad un Medico Flebologo o ad unAngiologo, o ad un Chirurgo Vascolare, figure professionali, queste ultime, particolarmente esperte nella valutazione di pazienti affetti da vene varicose.

In relazione al tipo di paziente, all’età, alla tipologia delle vene varicose ed al conseguente grado di compromissione della circolazione venosa vi sono delle terapie molto efficaci che consentono, nella grande maggioranza dei casi, di risolvere il problema.

Lo specialista, una volta effettuato un corretto inquadramento diagnostico sceglierà di volta in volta l’indirizzo terapeutico migliore da proporre al singolo paziente. Le persone che soffrono di vene varicose dovranno inoltre adottare tutta una serie di norme comportamentali e di abitudini di vita volte a migliorare la circolazione venosa e conseguentemente i disturbi ad essa correlati.

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